Come funziona il Training Autogeno?
Per comprendere cos’è il Training Autogeno, possiamo partire dalla sua definizione: è una tecnica di auto-distensione basata sull’interconnessione tra mente e corpo, ideata nel 1932 dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz. Si basa sull’idea che mente e corpo siano strettamente interconnessi e che i processi mentali possano influenzare le funzioni corporee e viceversa, contribuendo al benessere psicofisico della persona.
Con il termine “training” ci si riferisce al concetto di “allenamento”, mentre “autogeno” indica che il processo si genera autonomamente. Chi pratica questa tecnica è, perciò, attivamente coinvolto nell’auto-induzione di modificazioni sia psichiche sia somatiche, orientate al raggiungimento di uno stato di distensione e di equilibrio psicofisico.
Il Training Autogeno si suddivide in due categorie: il Training Autogeno di base (TA) e il Training Autogeno Superiore (TAS).
Quali sono gli esercizi del Training Autogeno?
Il Training Autogeno di base (TA) è il più diffuso e praticato. Conosciuto anche come “somatico”, comprende sei esercizi che coinvolgono diverse parti del corpo e, in particolare, i muscoli, i vasi sanguigni, il cuore, il respiro, gli organi addominali e il capo. Questa tecnica consente alla persona di recuperare la propria condizione di equilibrio sia a livello somatico sia a livello psichico.
Inizialmente il Training Autogeno viene svolto assieme a un operatore, uno psicologo o uno psicoterapeuta, che illustra alla persona i diversi esercizi e ne monitora il processo di apprendimento, personalizzando, se necessario, il percorso. Questo percorso di apprendimento può essere svolto anche attraverso incontri online.
Oltre ai sei esercizi di base è, infatti, possibile inserire formule d’organo specifiche o formule intenzionali per lavorare su una problematica più circoscritta e specifica.
Quali sono i benefici del Training Autogeno?
La pratica quotidiana del Training Autogeno offre alla persona l’opportunità di sperimentare una profonda sensazione di rilassamento, derivante dai benefici fisiologici e psicologici conseguenti all’allenamento regolare.
Benefici fisiologici
1. Respiratorio: Il Training Autogeno favorisce una respirazione profonda e lenta, contribuendo al rilassamento e a una respirazione più regolare.
2. Cardiaco: Lo stato di rilassamento può contribuire a ridurre la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna.
3. Vascolare: La pratica regolare può favorire la circolazione sanguigna, contribuendo a una migliore distribuzione dell’ossigeno e dei nutrienti nel corpo.
4. Ormonale: Il rilassamento può influenzare positivamente la risposta dell’organismo allo stress e i meccanismi fisiologici ad essa correlati.
5. Neurovegetativo: Il Training Autogeno può favorire un maggiore equilibrio del sistema nervoso autonomo, contribuendo a ridurre l’attivazione del sistema nervoso simpatico, legato allo stress, e a promuovere l’attività del sistema nervoso parasimpatico, che favorisce il rilassamento.
6. Muscolare: Il Training Autogeno può contribuire a ridurre la tensione muscolare e a favorire una maggiore sensazione di distensione.
Benefici psicologici
1. Induzione della calma: La pratica del Training Autogeno aiuta a raggiungere uno stato mentale di calma profonda, favorendo la riduzione dell’ansia e dello stress.
2. Autodeterminazione e autostima: Può favorire una maggiore consapevolezza di sé e delle proprie capacità, aumentando l’autostima e la fiducia in sé stessi.
3. Miglioramento della qualità del sonno: Il rilassamento profondo può favorire una migliore qualità del sonno, aiutando le persone ad addormentarsi più facilmente e a dormire meglio.
4. Autoregolazione delle funzioni corporee involontarie: Il Training Autogeno può favorire una maggiore capacità di autoregolazione delle risposte corporee associate agli stati di attivazione e rilassamento.
5. Introspezione e autocontrollo: Favorisce una maggiore consapevolezza delle proprie emozioni e dei propri pensieri, migliorando l’autocontrollo e la gestione delle situazioni stressanti.
6. Miglioramento delle prestazioni: Può essere utilizzato anche in ambito sportivo per migliorare la concentrazione, ridurre l’ansia da prestazione e favorire le prestazioni dell’atleta.
7. Disturbi psicosomatici: Essendo disturbi che presentano sintomi fisici, è importante essere seguiti dal proprio medico. Il Training Autogeno può essere utilizzato come supporto nella gestione dei sintomi e delle componenti psicologiche associate ai disturbi psicosomatici.
8. Gestione di malattie croniche: Le persone affette da malattie croniche possono utilizzare il Training Autogeno come pratica complementare per favorire il rilassamento e il proprio benessere emotivo, senza sostituire le cure e le indicazioni mediche.
9. Preparazione al parto: Le donne in gravidanza possono apprendere il Training Autogeno come tecnica di rilassamento per favorire la gestione dell’ansia e delle tensioni legate alla gravidanza e al momento del parto.
10. Miglioramento della concentrazione e della memoria: Il Training Autogeno può essere utilizzato anche per favorire la concentrazione, la memoria e la capacità di apprendimento, risultando utile anche negli ambienti educativi e lavorativi.
In generale, la pratica quotidiana del Training Autogeno può essere un efficace strumento per favorire il benessere personale e una migliore qualità della vita. È importante ricordare che, come per qualsiasi tecnica di rilassamento o pratica mente-corpo, la costanza e la regolarità nella pratica sono fondamentali per poterne sperimentare i benefici.
Quando è controindicato il Training Autogeno?
Il Training Autogeno è una tecnica adatta a persone di diverse età e può trovare applicazione in differenti fasi della vita. Esistono, tuttavia, alcune condizioni nelle quali può essere controindicato o richiedere una valutazione specifica. In particolare, ci si riferisce a:
- situazioni psicopatologiche, quali psicosi, schizofrenia e disturbi dissociativi;
- patologie organiche, quali infarti recenti ed emorragia gastrointestinale;
- bambini di età inferiore ai 5 anni.
Cos'è il Training Autogeno Superiore (TAS)?
Il Training Autogeno Superiore (TAS) rappresenta il passo successivo al percorso di Training Autogeno (TA) di base. Il TAS richiede un periodo di allenamento con il Training Autogeno di base che solitamente va dai 6 ai 12 mesi. Questo è necessario per permettere alla persona di raggiungere uno stato di profondo rilassamento, fondamentale per eseguire il TAS in modo efficace. Nel TAS, il rilassamento viene raggiunto più rapidamente e può essere mantenuto per periodi di tempo più lunghi, spesso tra i 30 e i 40 minuti.
Una delle principali differenze tra il TAS e il TA di base è l’utilizzo di immagini mentali. Nel TAS vengono introdotte immagini mentali specifiche che aiutano a facilitare il rilassamento e ad esplorare diversi aspetti della psiche dell’individuo. Queste immagini possono variare a seconda delle esigenze e dei problemi specifici della persona. L’uso di immagini mentali nel TAS aggiunge un livello di complessità alla pratica, consentendo di esplorare e affrontare le questioni personali in modo più approfondito.
Un’altra caratteristica importante del TAS è il suo utilizzo come tecnica psicoterapeutica. A differenza del TA di base, che, una volta appreso, può essere praticato in autonomia seguendo le istruzioni, il TAS richiede la guida di un professionista esperto. Questo professionista deve essere non solo specificatamente formato nel TAS, ma anche uno psicoterapeuta qualificato. La presenza di un terapeuta durante la pratica del TAS consente una guida personalizzata, permettendo alla persona di esplorare i propri pensieri, emozioni e sensazioni in un ambiente sicuro e supportato.
Training Autogeno online: come iniziare
È possibile apprendere il Training Autogeno online attraverso un percorso individuale nel quale la persona viene accompagnata gradualmente nell’apprendimento dei diversi esercizi. Durante gli incontri vengono illustrate le modalità di esecuzione della tecnica e viene monitorato il processo di apprendimento, personalizzando, quando necessario, il percorso in base alle caratteristiche e alle esigenze della persona.
Una volta appresi correttamente gli esercizi, il Training Autogeno può essere praticato in autonomia. La pratica regolare permette alla persona di acquisire progressivamente maggiore familiarità con la tecnica e di integrarla nella propria quotidianità.
Bibliografia di riferimento
- Schultz, J. H., Il Training Autogeno, 2 voll., Feltrinelli, 1976.
- Baruzzo, Equilibrio personale e Training Autogeno, Libreria Universitaria, Padova, 2014.
- Peresson, L., Psicoterapia Autogena, Faenza Editrice, 1980.
- Thomas, K., Autoipnosi e Training Autogeno, Edizioni Mediterranee, 1976.
