“Non capisco perché sono in ansia, nella mia vita va tutto bene.”
Quando si parla di ansia senza motivo, spesso ci si riferisce proprio a questa sensazione: provare ansia senza riuscire a capire che cosa la stia provocando.
A volte può essere difficile riconoscere da dove nasce l’ansia perché apparentemente si ritiene che non ci siano motivi che la possano scatenare.
Può essere che le cose nella propria vita procedano esattamente come sempre, che non sia accaduto niente di traumatico o di diverso e, nonostante questo, si inizi a percepire uno stato di ansia difficile da comprendere.
Altre volte può essere successo qualcosa, ma non lo si reputa così importante, oppure può essere difficile capire quale bisogno o emozione si muove sotto a quel senso di ansia.
Per provare a comprendere perché questo accade, può essere utile partire da che cos’è l’ansia e da quale funzione ha per il nostro organismo.
L’ansia è una risposta naturale del nostro organismo
L’ansia è un naturale stato di attivazione fisiologica del nostro corpo che si attiva nel momento in cui la persona percepisce un pericolo intorno a sé. Semplificando molto, una volta individuato il pericolo, la persona attiva le risorse necessarie per gestirlo attraverso risposte di attacco, fuga o congelamento.
Il pericolo può essere reale. Ad esempio, se cammino la sera lungo una strada poco illuminata e sento dietro di me un rumore, la mia reazione probabilmente sarà quella di mettermi in ascolto, guardarmi intorno, avvertire un’accelerazione del battito cardiaco e una maggiore tensione muscolare, nel tentativo di capire da dove proviene quel rumore. Se individuo un pericolo, mi preparo a reagire; se invece valuto la situazione come non pericolosa, lo stato di attivazione diminuisce e il mio organismo può tornare progressivamente a una condizione di equilibrio.
Talvolta, però, questa percezione di pericolo può essere nella nostra mente: mi preparo cioè a qualcosa che ho paura possa accadere, ma che non si sta verificando in quel momento. Ad esempio, se non mi sento sufficientemente preparato per un compito, posso iniziare a immaginare tutti gli scenari in cui fallirò quel compito, evocando quindi la mia paura di fallire. Anche una situazione che immaginiamo o anticipiamo può quindi attivare una risposta d’ansia.
Per questo, anche se le cose nella mia vita sembrano andare bene, può essere presente una paura che attiva uno stato d’ansia difficile da decifrare, perché non riusciamo a capire immediatamente verso che cosa sia rivolto.
Perché a volte è difficile capire da dove nasce l’ansia?
A volte può essere difficile capire da dove nasce l’ansia perché, apparentemente, non è successo nulla di traumatico o di diverso nella nostra vita. Può però accadere che una situazione che fino a quel momento avevamo tollerato diventi, in una determinata fase della nostra vita, più difficile da sostenere.
Altre volte qualcosa è successo, ma tendiamo a non considerarlo così importante. Possiamo pensare, ad esempio, che una separazione sia qualcosa che “capita a tutti” e che quindi non dovrebbe farci stare così male. In questo caso può diventare difficile riconoscere quanto quell’esperienza ci abbia coinvolto e quali emozioni abbia attivato.
Può anche essere difficile comprendere quale bisogno o quale emozione si muova sotto all’ansia. Questo può accadere soprattutto all’interno delle relazioni significative, dove possono riattivarsi modalità relazionali che conosciamo bene e che in qualche modo ci sono familiari.
Pensiamo, ad esempio, alla paura di essere lasciati. Una persona può avere accanto un partner presente, che la rassicura e che non le dà particolari motivi per pensare che voglia interrompere la relazione. Eppure può continuare ad avere paura che prima o poi questo accada. In una situazione come questa l’ansia può esserci anche se, guardando ciò che sta accadendo nel presente, sembra non esserci un motivo evidente.
Anche i cambiamenti possono avere un ruolo. Un nuovo lavoro, un matrimonio, una convivenza, un trasferimento, la nascita di un figlio, andare a vivere da soli, cambiare ruolo lavorativo, vedere i figli uscire di casa, doversi prendere cura di qualcuno o affrontare un lutto sono tutte situazioni che richiedono un adattamento.
Ogni cambiamento, positivo o negativo, rompe in qualche modo un equilibrio e richiede energie e risorse per costruirne uno nuovo. Questo può essere faticoso, soprattutto quando contemporaneamente dobbiamo far fronte anche ad altre richieste della nostra vita. L’ansia, in questi momenti, può avere a che fare con la paura di non farcela, con quello che pensiamo di noi stessi oppure con la sensazione di perdere il controllo su ciò che sta accadendo.
Quando l’ansia si fa sentire attraverso il corpo
A volte l’ansia può manifestarsi anche attraverso un sintomo fisico. Può capitare, ad esempio, di avere un forte mal di stomaco, una sensazione di chiusura alla gola, di sentirsi la testa leggera, avere mal di testa o la vista annebbiata.
Quando un sintomo è già stato indagato dal punto di vista medico e non è emersa una causa che possa spiegarlo, può essere utile osservare anche quando compare e in quali situazioni si presenta.
Può succedere, ad esempio, che quel sintomo compaia in presenza di determinate persone o in alcuni momenti specifici. Immaginiamo una persona che debba fare una presentazione di lavoro e che inizi a stare male soprattutto quando sa che sarà presente una determinata persona. In questo caso può essere utile provare a capire che cosa accade in quella situazione, quali emozioni si attivano e che significato può avere per quella persona.
Il corpo, quindi, può diventare uno dei modi attraverso cui uno stato di tensione o di ansia si manifesta, anche quando inizialmente non riusciamo a collegarlo a ciò che stiamo vivendo.
Cosa si cerca di comprendere in un percorso psicoterapeutico?
In un percorso psicoterapeutico cercherei innanzitutto di comprendere quanto la persona riesca ad essere consapevole delle proprie emozioni nelle situazioni che le provocano ansia e, più in generale, quanto riesca ad entrare in contatto con ciò che sente.
Cercherei poi di capire quali difese si attivano quando ci si avvicina a determinate emozioni, quali sono i bisogni della persona e quanto riesca a riconoscerli, ma anche quanto spazio assumano i bisogni delle persone significative, degli amici o dei colleghi. Questo può aiutare a comprendere meglio anche il modo in cui la persona vive le proprie relazioni.
Un altro aspetto importante riguarda ciò che la persona pensa di sé, le convinzioni positive o negative che ha costruito nel tempo e che possono influenzare il modo in cui si muove nel mondo e interpreta quello che le accade ogni giorno.
Guarderei quindi alla sua vita attuale nel suo insieme: le relazioni, il lavoro, la quotidianità, il tempo libero, ma anche il momento di vita che sta attraversando. Allo stesso tempo può essere importante ricostruire alcuni passaggi della propria storia: le relazioni familiari, le amicizie, la scuola, le scelte fatte, le relazioni sentimentali, eventuali lutti o esperienze traumatiche e il modo in cui, all’interno della propria famiglia, venivano vissute ed espresse le emozioni.
Tutto questo può aiutare anche a ricostruire che cosa stava accadendo nella vita della persona nel periodo in cui quello stato di ansia, inizialmente difficile da comprendere, ha iniziato a manifestarsi.
Quando può essere utile chiedere aiuto per l’ansia?
Una quota di ansia fa parte della nostra vita ed è fisiologica. Può diventare importante chiedere aiuto quando il malessere legato all’ansia inizia a compromettere uno o più ambiti della propria vita, come le relazioni, il lavoro, la salute o la quotidianità.
Può accadere, ad esempio, che l’ansia inizi a limitare alcune attività che prima facevano parte della vita di tutti i giorni: guidare, stare in mezzo alle persone, andare al lavoro o affrontare determinate situazioni.
Spesso le persone arrivano in terapia dopo aver già provato autonomamente diverse strategie per stare meglio, senza però ottenere il risultato sperato. Quando queste strategie non sono sufficienti e l’ansia continua ad avere un peso nella vita quotidiana o nelle relazioni, può essere utile provare a comprenderne l’origine e il significato insieme a un professionista.
Non è quindi la presenza dell’ansia in sé a indicare necessariamente che ci sia qualcosa che non va. Può essere utile fermarsi ad approfondirla quando diventa pesante nella vita di tutti i giorni, quando limita ciò che facciamo o quando entra nelle nostre relazioni.
Capire da dove nasce l’ansia non è sempre immediato. A volte riusciamo a collegarla facilmente a quello che sta accadendo nella nostra vita, altre volte è necessario fermarsi e provare a comprendere meglio cosa stiamo vivendo, quali emozioni si stanno attivando e cosa può aver modificato un equilibrio che fino a quel momento aveva funzionato.
L’ansia può avere molte voci e parlarci di cose diverse.
Se senti che l’ansia sta diventando difficile da gestire
Se l’ansia sta condizionando la tua quotidianità, le tue relazioni o il tuo lavoro, può essere utile provare a comprenderla all’interno di un percorso psicologico.
